Solidarietà con il popolo Curdo

In un sabato pomeriggio freddo e umido si è tenuto ad Asti il presidio in solidarietà con Afrin e il popolo curdo.

Da piazza Statuto, dopo aver fatto interventi e volantinaggio, il gruppo di solidali ha improvvisato un breve corteo fino alla banca Unicredit di corso Alfieri. Questa banca infatti, oltre ad essere uno degli istituti di credito italiani che maggiormente mette a disposizione i suoi conti per l’accreditamento del denaro delle grandi aziende armate, è anche uno degli enti che più intrattiene scambi commerciali con il Paese del dittatore Erdogan.

Più del 10% dei suoi profitti, per il tramite della Yapi Kredit Bank, è generato con la Turchia. Soldi sporchi del sangue delle migliaia di curdi e di oppositori politici ammazzati e incarcerati da uno stato totalitario con cui tutti i principali paesi europei fanno affari.

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SABATO 17 MARZO MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA

Abbiamo portato contenuti importanti a spasso per la città, speriamo che il nostro invito all’informazione e alla riflessione abbia toccato qualcuno tra le molte persone che hanno ascoltato gli interventi, letto il volantino e i cartelli, fatto un pezzo di strada con noi.

Il corteo ha sfilato per le vie del centro vedendo una grande adesione dei ragazzi dei centri di accoglienza, i quali hanno partecipato attivamente e in gran numero al nostro spezzone. Quest’ultimo si è tenuto a debita distanza dalla testa del corteo per sottolineare, anche spazialmente, la propria estraneità alla vuota retorica dei gruppi più o meno istituzionali presenti. In questo modo i vari partiti e partitucoli sono stati lasciati da soli con le loro bandiere e il loro maldestro tentativo di accreditarsi nuovamente come opposizione dopo la batosta elettorale. La nostra resistenza non ha niente a che vedere con loro. E certamente non ha niente a che spartire con il PD, principale responsabile ad oggi della guerra dichiarata ai poveri, degli accordi con il dittatore Erdogan, dell’incarcerazione, della deportazione e della morte di migliaia di migranti. Il nostro antifascismo è cosa ben diversa e lo abbiamo mostrato con chiarezza in piazza.
Grazie a tutti e a tutte della partecipazione!

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Seminario Anarchismo e Cibernetica @LA BRICCONA

DOMENICA 18 MARZO DALLE H 16:00

PRESSO CIRCOLO ARCI “LA BRICCONA” LOCALITÀ’ SARANZENO 1 CASTAGNOLE MONFERRATO

PRIMO INCONTRO SEMINARIALE DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE LIBERTARIO “FELIX”:

ANARCHISMO E CIBERNETICA 

Ne parleremo con Luca Fabbris, laureando in filosofia presso l’Università degli studi di Torino. Ingresso libero, richiesta tessera ARCI.

Qui di seguito abstract dell’intervento:

Nel 1963, la rivista Anarchy, diretta da Colin Ward, ospitò un saggio del cibernetico Grey Walter, autorità in ambito neurofisiologico per i suoi studi sull’elettroencefalogramma degli anni ‘30 e ‘40, e pioniere della robotica grazie alla sua celebre tartaruga meccanica composta da un motore e da una cellula fotoelettrica che la rendeva capace di muoversi in uno spazio evitando gli ostacoli.

Nel saggio, dal titolo “Lo sviluppo e l’importanza della cibernetica”, si legge: “comparando il sociale con l’organizzazione cerebrale, un’importante proprietà del cervello dovrebbe essere tenuta in mente: noi non troviamo un capo nel cervello, nessun ganglio oligarca o Grande Fratello ghiandolare”, piuttosto “il nostro cervello sembrerebbe mostrare la capacità e i limiti di una comunità anarco-sindacalista”.

Lo stesso anno, sulla stessa rivista, comparve l’articolo dello scienziato informatico John McEwan, dal titolo “L’anarchismo e la cibernetica dei sistemi auto-organizzati”. Il termine auto-organizzazione (self-organization), entrò, quasi abusivamente, in un’antologia in lingua inglese degli scritti di Bakunin curata da Sam Dolgoff: laddove, nell’edizione originale, Bakunin parla di organizzazione, Dolgoff introduce il prefisso auto- (self-), come per
voler aggiornare l’opera di Bakunin alla luce delle contemporanee scienze dei sistemi auto-organizzati.

Lo stesso Dolgoff scrisse, nel 1970, il saggio “La rilevanza dell’anarchismo per la società moderna”, nientemeno che un manifesto anarco-cibernetico.

Nel 1969 avvenne uno scambio epistolare tra l’anarchico Paul Goodman e Gregory Bateson (figura decisiva grazie alla quale la cibernetica uscì da un ristretto ambito tecnico per entrare nelle scienze umane e nella controcultura); il tema: la decentralizzazione del controllo nei sistemi complessi.

Questi sono solo alcuni momenti che segnarono l’incontro tra cibernetica (la scienza del controllo e della comunicazione nell’animale e nella macchina) e anarchismo.

Ma cosa della cibernetica sedusse questi anarchici? In che maniera la cibernetica poteva contribuire alla costruzione di una società anarchica? Auto-organizzazione, decentralizzazione del controllo, orizzontalità delle relazioni, sembrano i concetti chiave per far luce su questa vicenda.