Asti – Milano: intorno al ’69

Piazza Fontana, Pinelli e Valpreda attraverso le stampe dell’epoca.

GIOVEDì 28 NOVEMBRE alle ore 19:00 presso il Diavolo Rosso (Piazza San Martino, 4 – Asti): inaugurazione della mostra che rimarrà aperta fino al 7 dicembre 2019.

A 50 anni dall’omicidio di Pinelli e dalla strage alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano, un’esposizione di documenti storici (volantini, manifesti, giornali, stampa locale) che ripercorre gli avvenimenti di quegli anni.

Letture teatrali di Julian Beck, Edgar Lee Masters e Giuseppe Pinelli.

Documenti e mostra a cura del Centro di Documentazione Amerio “Felix” Felice.

 

L’anarchia spiegata a mia figlia – con l’autore Pippo Gurrieri

VENERDI’ 22 NOVEMBRE ALLE ORE 19 presso il Laboratorio Autogestito LA MICCIA di Via Enrico Toti, 5 – Asti:

PRESENTAZIONE del libro L’ANARCHIA SPIEGATA A MIA FIGLIA e incontro con l’autore PIPPO GURRIERI.

Attraverso un’esposizione lineare, esempi concreti e concetti elementari, utilizzando la forma dialogica dell’incontro tra un padre militante di vecchia data e la giovane figlia che si affaccia alla curiosità della vita, vengono qui linearmente esposti i cardini etici e politici alla base del pensiero anarchico.

Nel corso di un’ipotetica giornata, incalzato dalle domande della figlia, il padre affronta con sincerità intellettuale e innegabile passione politica i temi che da sempre animano il dibattito e l’azione degli anarchici: i presupposti di libertà e uguaglianza contrapposti a quelli di autorità e dominio (dello Stato, della Chiesa, del Capitale…), il principio di delega, la coerenza tra mezzi e fini, la lotta all’oppressione e allo sfruttamento, il problema della violenza, la tensione alla giustizia sociale, all’autogestione e al mutuo appoggio.

Nel solco della tradizione del pamphlet politico, un piccolo testo “educazionista” utile ai neofiti – giovani o meno giovani – e dedicato a tutti coloro i quali non si sono ancora rassegnati all’idea che l’utopia è qualcosa di irrealizzato, non di irrealizzabile.

A seguire apericena esplosiva, il nostro forte.


 

Facciamo cisti!

Domenica 27 Ottobre – Ore 17:00
@L.a. Miccia, Via Toti 5, Asti

Un pomeriggio di critica e approfondimenti sulla tecnologia.
Social, nuove tecnologie, mezzi di comunicazione: come usarli senza farsi usare.

Underscore hacklab presenta cisti.org, una cassetta di attrezzi digitali:

– un Pad per organizzare attività collettive, scrivere documenti a più mani, condividere testi.
– un’istanza di Mastodon, il social network federato e non commerciale.
– Gancio, una geniale agenda che raccoglie gli eventi di movimento di Torino e dintorni.
– Facciamo, un’insieme di suggerimenti e buone pratiche per l’autodifesa digitale.

https://cisti.org
uno spazio digitale liberato,
un server scapestrato e autogestito,
anticapitalista, antifascista, antirazzista, antisessista



Pinelli Baader Manifesto

Il corpo di giuseppe pinelli

continua a cadere dal quarto piano d’ogni edificio italiano

ogni giorno per ogni donna italiana

che nella voce di vita del suo corpo protesta contro questo cadere

uguale al suo stesso cadere ai piedi d’ogni uomo italiano

mente femminile serrata in sottomissione

 

Il corpo di giuseppe pinelli

ancora e ancora cade dal quarto piano

d’ogni palazzo del privilegio

emblema d’un popolo ridotto al silenzio

 

Il corpo di giuseppe pinelli

è buttato giù dal quarto piano del cielo

ogni giorno per ogni lavoratore italiano

con la sua vita buttata via

dal lavoro forzato che uccide

 

Il corpo di giuseppe pinelli

giace sprecato sul selciato

tragico rifiuto

come i corpi di tutti i disoccupati

stivati da capitale e stato nei campi di concentramento della povertà

 

Il corpo di giuseppe pinelli

è cacciato fuori dalla finestra d’una piramide

da sicari militari che brindano a princìpi

scritti su tavole di pietra e pergamene

tenuti assieme da ganci di morte

 

Il corpo di giuseppe pinelli

cade dalla finestra della questura di milano

era il mio corpo quello che è caduto

io adesso sono un cadavere morto

ma continuo a cantare per voi

non potete fermarmi

le mie labbra ancora vibrano come la morta bocca d’orfeo

e scorre la voce di giuseppe pinelli

suoni di luce per trasformare la guerra di classe in amanti

e le prigioni in vuote reliquie della tirannia fallocratica

 

Il corpo di giuseppe pinelli

che cade a morte

è il corpo d’ogni vittima della violenza

è il corpo d’ogni bambino picchiato

d’ogni donna sotto il peso della proprietà

 

Il corpo di giuseppe pinelli

cade come le speranze dei bambini

quando imparano che la vita dal dolce sapore

diventerà dalle otto di mattina alle otto di sera

come morte dal sapore di metallo paga zuppa denaro

quando verrà il loro turno di trovarsi un lavoro

ed essere cacciati fuori dalla finestra della vita

 

Il corpo di giuseppe pinelli cade

come la risposta delle autorità porta in faccia

alla richiesta del permesso d’aver sentimenti

il corpo di giuseppe pinelli che cade

è l’eclisse di dio

l’oscuramento delle sante possibilità

 

Il corpo di giuseppe pinelli che cade

è il cibo faticosamente prodotto dai contadini

finché il cielo della loro vita s’è dissanguato all’orizzonte ed è sparito

è il cibo che viene poi sprecato

nelle fogne d’ammassi inceneritori istituzionali strategie di prezzi e mercati

 

Il corpo di giuseppe pinelli

è il corpo di tutti noi

che abbiamo spiato tra le fessure del crepuscolo

 

Il corpo di giuseppe pinelli che cade

è il corpo di sette lavoratori sette poeti caduti questa mattina

dalla finestra d’una fabbrica quando tutto è saltato in aria

chimica di morte valvole difettose e moralità

corpi buttati come zavorra da un sistema che non sa amare abbastanza i corpi

 

Il corpo di giuseppe pinelli

è il corpo di un anarchico che vedeva i prigionieri

nei più oppressi lavoratori sotto padrone

nell’essere umano più afflitto

a fianco di quelli che muoion di fame e sono perseguitati e si disperano e son ridotti alla follia

e di quelli che son brutalizzati dal servizio militare e dall’attesa di rapporti profondi nei corridoi

della burocrazia e di poter pulire i pavimenti nelle petroliere d’alaska

e nelle sale del trono della democrazia senza umiliazione

 

Il corpo di giuseppe pinelli cade

come cadono nel buco del tempo tutti i corpi di tutti i prigionieri di tutte le prigioni del mondo

e tutto il mondo è una prigione tenuta dallo stato

e dovunque c’è una prigione c’è anche uno stato

 

Il corpo di giuseppe pinelli è caduto

portando in sè la coscienza che si può vivere senza polizia

quando gli uomini abbandonano il mito

che possedere carne umana per esempio una donna sia un piacere

 

Il corpo di giuseppe pinelli cade come una musica

e le sue note per un secolo ci chiameranno

in assemblea generale a creare un teatro nel quale nulla sia forzato

 

Il corpo di giuseppe pinelli che cade

è il corpo di un anarchico convinto

che è possibile per noi produrre e distribuire

ogni chicco di riso necessario a nutrirci tutta la vita

senza banchieri e statisti a decidere chi deve piantarlo e trasportarlo e chi dev’esser pagato e che prezzo

 

Il corpo di giuseppe pinelli che cade

è il corpo di tutti gli anarchici convinti

che possiamo metter ordine nel caos malato delle nostre esistenze

in questo squallido ospedale tenuto dallo stato

organizzando il nostro sano folle impulso di libertà

sapendo che il tempo è la realtà della libertà

 

Il corpo di giuseppe pinelli

vola nell’aria

agitando garze di sogni e fasce d’una nuova medicina chiamata mutuo soccorso concepita

da dottori anarchici per ricomporre i nostri bilioni di corpi smembrati

il processo di guarigione che si chiama rivoluzione

 

Il corpo di giuseppe pinelli

sta cadendo è caduto ed ancora cadrà

e tutti noi siamo il corpo di giuseppe pinelli e stiamo cadendo

e la caduta deve finire dentro il sacco della morte

a dispetto di tutti i sogni e le ali di fasce di garza

e siamo caduti

e continueremo a cadere

per sempre.

 

Julian Beck – 1979

 

QUESTIONI DI SPECIE – Massimo Filippi – registrazione della presentazione

In risposta all’animalismo da talk show, questo libro sostiene una tesi molto chiara: lo sfruttamento e la messa a morte dei corpi animali sono parte integrante dell’ideologia e delle prassi di potere.

La società in cui viviamo utilizza la carne dei non umani (e di chi a questi è equiparato) come materiale da costruzione per le sue architetture gerarchiche, al fine di riprodurre la struttura sacrificale su cui si erge.

La risposta a questo orrore non può che tradursi in un antispecismo
politico; un antispecismo che dovrebbe ibridarsi con le acquisizioni teoriche e pratiche degli altri movimenti di liberazione e, al contempo, guadagnare credibilità per smascherare l’antropocentrismo che in quelle acquisizioni si annida.

Il movimento antispecista non è più chiamato a dimostrare l’inconfutabile sofferenza degli animali, ma a interrogarsi su come realizzare la liberazione dei corpi sensuali. È da qui che potrebbe prendere forma un movimento politico capace di non farsi assorbire nel ventre del sistema.

QUESTIONI DI SPECIE – PARTE 1 – 5 luglio 2019

QUESTIONI DI SPECIE – PARTE 2 – 5 luglio 2019

 

Con la gentile partecipazione di uno stormo di rondini chiassose in sottofondo.

NON TRADITE LA LOTTA DI ORSO

NON TRADITE LA LOTTA DI ORSO.

“Lorenzo, nostro figlio e fratello, è morto il 18 marzo 2019 in Rojava combattendo a fianco dei curdi e delle forze confederate della Siria contro l’Isis e gli ultimi resti il califfato. La sua storia, la storia di un giovane che partendo da Rifredi aveva deciso di lasciare tutto, la sua città, casa, lavoro, famiglia, per sostenere il popolo curdo in questa lotta ha emozionato molte persone. […] Volete abbandonare chi ha combattuto l’Isis? Lorenzo è stato riconosciuto come un esempio di partigiano internazionalista e anti fascista, che ha scelto da che parte stare e di schierarsi concretamente andando a combattere dove c’era bisogno di lottare per sradicare il fascismo che in quelle aree si stava affermando nelle forme dell’Isis e delle forze che lo sostengono.

Attraverso la sua scelta di vita e la sua morte ha fatto conoscere a tanti la realtà che si stacostruendo nel Rojava, nella zona nord est della Siria, dove la democrazia che nasce dal basso, fondata sul rispetto delle diversità sociali e culturali, per una parità reale tra uomo e donna, sulla autogestione, sulla economia sociale si sta affermando.[…]

Ora questa realtà, costruita col sangue di oltre 11000 curdi e 36 volontari internazionali, è minacciata e potrebbe essere distrutta. L’esercito turco e i gruppi paramilitari che Erdogan sostiene nell’area – che non sono altro che un altro modo con cui l’ISIS prova a riproporsi – si stanno preparando ad attaccare il Rojava per eliminare la rivoluzione curda e tutto quello che rappresenta. Questa aggressione militare turca si può ancora fermare, se c’è una mobilitazione generale. […] Se abbiamo pianto per Lorenzo riconoscendo la bellezza del suo gesto davvero non vogliamo far nulla per impedire questa nuova guerra? […] Lorenzo ha combattuto a Afrin nel 2018, dove sono stati migliaia i morti causati dall’invasione turca: vogliamo continuare a sostenere Erdogan, l’esercito turco e l’Isis in questa guerra ingiusta fornendo armi con le nostre fabbriche e soldi dell’Unione Europea per non aprire il corridoio balcanico ai migranti? Molti hanno pianto per Lorenzo Orso Tekoser combattente colpiti dalla sua morte, ma ora potrebbe morire nuovamente e con lui tanti giovani curdi e altri popoli che vivono nel Rojava. Non facciamolo morire nuovamente, facendo morire gli ideali e la causa per la quale si è sacrificato.Lorenzo ci ha mostrato che nessuna causa è cosi lontana e così estranea alla nostra vita e che spessoè questione di scelte”.

Dalla lettera aperta della famiglia di Lorenzo Orsetti

CONTRO IL TERRORISMO, PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE

Il giorno prima di partire per quella che sarebbe stata la sua ultima missione, Orso aveva pubblicato sul suo profilo facebook (Orso Dellatullo) la famosa foto della miliziana spagnola che, durante la guerra civile scoppiata nel 1936, sventolava la bandiera dei libertari: “rossa per la fiumana disangue versato, nera per il lutto dei milioni di morti. Questo il colore della bandiera degli anarchici, che mai è stata ammainata e che raggruppa tutti gli uomini che amano l’umanità”, tutti coloro che “vogliono vivere in una società umana e fraterna, senza stato, soldati, denaro, padroni, senza poliziotti, senza galere e senza sfruttatori. Dove tutti si lavora alla produzione di cose utili, e vivere veramente la nostra breve esistenza, senza odio, paura, preoccupazioni per il domani.”

È passato qualche mese da quei tragici giorni e per molti purtroppo è passata anche l’ondata emotiva scatenata dagli attentati terroristici dell’Isis in molte città europee e dalla morte di questo giovane italiano. In troppo pochi ne hanno parlato. E in questo silenzio, tragicamente rotto dall’invasione militare turca, è ripresa la persecuzione giudiziaria di quei volontari che, esattamente come Orso, partirono per la Siria a combattere l’Isis e a difendere la rivoluzione curda. Il 15 ottobre Maria Edgarda Marcucci, Paolo Pachino e Jacopo Bindi compariranno alla sbarra su decisione del Tribunale di Torino: la ragione? Valutare se abbiano utilizzato le competenze militari assunte in Siria per la partecipazione ad alcune iniziative sociali e politiche a Torino. Rischiano la sorveglianza speciale: una misura infame che prevede l’espulsione dalla propria città e il confino in un’altra città, l’obbligo di restare a casa da sera a mattina, la presentazione obbligatoria alla polizia, il divieto di parlare in pubblico, il divieto di riunirsi con più di due persone, il divieto di partecipare a manifestazioni politiche, l’obbligo di portare su di sé un libretto rosso per le annotazioni della polizia.

Per fermare l’infame operazione militare di Erdogan subito.

In solidarietà con Eddi, Jacopo e Paolo.

Perché la morte di Orso e di migliaia di altri volontari internazionali e curdi non sia stata invano.

Contro il terrorismo e il fascismo. Per la rivoluzione sociale.
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE LIBERTARIO FELIX

Volantino scaricabile qui

ESPLOSIONI ’19 – 28 SETTEMBRE

 

La Scoppiettante Festa Di Fine Estate Della Miccia:

☀ DALLE 13 pranzo con GNOCCHI A BOMBA e STUZZICHERIE ALLA POLVERE DA SPARO ☀
Come sempre vegan! Prenotati se non vuoi restare a bocca asciutta: 3336927336

☀ DALLE 15 ARTISTI E GIOCHI, BANCHETTI, RICCHI PREMI E COTTON FIOCK ☀

💣 FILO SOTTILE – LA PUNK SPIEGATA ALLA NONNA – Bassa fedeltà, alta vegetalità, cazzimma punk garantite!

💣 LUCA ATZORI – MAMA ROQUE DE BARRIERA – perchè Pasolini è la nostra marca di biscotti preferita

💣 PAOLO LONGHINI – ci cullerà in un inaspettato momento di serietà

💣 I MARCIUN – la teoria del marcismo + modulo didattico di marcismo applicato

💣 CECILIA URIETTI

💣 @ PNEA

 

Saremo presenti con il nostro banchetto, con libri e materiale nuovo, e una parte del ricavato del pranzo e del bar serviranno ad acquistare nuovi libri… non mancate!

CDL Felix presenta – Massimo Filippi “Questioni di Specie”

QUI LA REGISTRAZIONE DELLA PRESENTAZIONE https://cdlfelix.noblogs.org/post/2019/10/15/questioni-di-specie-massimo-filippi-registrazione-della-presentazione/

Ancora un ringraziamento a Massimo Filippi per il suo lavoro e per la disponibilità.


Venerdì 5 Luglio @ L.A. Miccia – via toti 5 asti – continua la rassegna antispecista del Felix.

Massimo Filippi presenta il suo libro Questioni di Specie

H 17 open doors e aperitivo vegan benefit CDL Felix
H 20 presentazione Questioni di Specie con l’autore Massimo Filippi

In risposta all’animalismo da talk show, questo libro sostiene una tesi molto chiara: lo sfruttamento e la messa a morte dei corpi animali sono parte integrante dell’ideologia e delle prassi di potere.

La società in cui viviamo utilizza la carne dei non umani (e di chi a questi è equiparato) come materiale da costruzione per le sue architetture gerarchiche, al fine di riprodurre la struttura sacrificale su cui si erge.

La risposta a questo orrore non può che tradursi in un antispecismo
politico; un antispecismo che dovrebbe ibridarsi con le acquisizioni teoriche e pratiche degli altri movimenti di liberazione e, al contempo, guadagnare credibilità per smascherare l’antropocentrismo che in quelle acquisizioni si annida.

Il movimento antispecista non è più chiamato a dimostrare l’inconfutabile sofferenza degli animali, ma a interrogarsi su come realizzare la liberazione dei corpi sensuali. È da qui che potrebbe prendere forma un movimento politico capace di non farsi assorbire nel ventre del sistema.

 

 

Non è amore questo – il film

Manca appena un mese al primo Pride di Asti e vogliamo condividere con tutt* questa emozionante riflessione sul corpo, sull’amore, sul desiderio, sul sesso, sulla vita, sulla diversità.

Saranno con noi per presentare la loro opera e chiacchierare con il pubblico la regista Teresa Sala e la protagonista Barbara Apuzzo.

Imperdibile perchè siamo tutt* divers*, ognuno a modo proprio.

 

Un grande grazie al Diavolo Rosso per la disponibilità ed il sostegno che ci dimostra sempre!

Trailer del film https://vimeo.com/234654607

Adriano Fragano presenta “Disobbedienza Vegana”

Ringraziamo Adriano e i partecipanti alla serata, mettiamo a disposizione qui la registrazione dell’intervento!

(se non vi appare il player trovate l’audio >> QUI <<)

 

 

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Sabato 1 Giugno alle 17:30 Adriano Fragano ci presenterà il suo libro Disobbedienza Vegana.

Cosa significa essere antispecisti? Quando sono nate le prime associazioni vegane, e come è cambiato da allora il mondo dell’antispecismo?

Districandoci tra consumismo, moda e social network cerchiamo di arrivare al significato più profondo di una scelta che rifiuta il dominio dell’uomo sugli Altri.

A seguire apericena come sempre 🌶 100% vegetale 🌶 a sostegno delle attività del Centro di documentazione Felix.

L’incontro si terrà al L.A. MICCIA in via Toti 5 Asti.